Collezioni

6 opere

Sei opere, mondi differenti, traiettorie che a un certo punto hanno cominciato a convergere.

I primi due AsterPanic nascono dentro il Club dell’Assurdo e seguono una precisa idea di surrealismo ironico: realtà deformata, logica spinta fino al paradosso, comicità usata per mettere in crisi ciò che sembra normale. Con AsterPanic #3, però, qualcosa cambia: il tono resta riconoscibile, ma il genere si sposta e il racconto entra apertamente nel territorio fanta/sci-fi che oggi definisce gli Universi Condivisi.

Spirali di Luce nasce invece con un’intenzione differente: condividere un’intuizione presa sul serio, una possibile lettura del reale che meritava di essere fissata e raccontata. Oggi quella intuizione può apparire parziale, superata o già raggiunta da idee più nuove; resta però il valore del tentativo, del momento in cui una domanda sembrava abbastanza forte da meritare una forma.

Pay2Live porta questa esplorazione sul terreno della tecnologia e dei sistemi che regolano la vita quotidiana: meccanismi che possono sembrare assurdi finché la loro logica non diventa abbastanza plausibile da risultare inquietante.

Lettere dal Futuro merita un posto a sé. Parte da un gesto semplice e impossibile — ricevere parole provenienti da un tempo che non dovrebbe ancora esistere — e usa quella frattura per interrogare memoria, destino, scelta e responsabilità. Qui il fantastico non serve soltanto a mostrare un’altra realtà: mette in comunicazione due punti della stessa esistenza che, secondo le regole ordinarie, non potrebbero parlarsi.

Universi Condivisi non nasce quindi da un unico genere, ma dalla convergenza di storie diverse che hanno finito per condividere la stessa domanda: cosa succede quando la realtà smette di essere una sola? Molte realtà, una sola storia.